IL MERDOSO E SFIGATO MONDO DI NOREEN

domenica, giugno 21, 2009

mi interessano l'evoluzione, la crescita, il cambiamento, lo sviluppo...
è possibile cambiare se stessi perchè ci si deve relazionare con qualcuno che non condivide i canali comunicativi convenzionali?
sì, questo è scontato...ma è possibile lavorare sulle proprie modalità comunicative e relazionali con coloro che sono simili a noi in virtù della necessità di cambiarli con con coloro di cui sopra?
doversi relazionare con un infante o con una persona con ritardo mentale grave ci pone davanti alla necessità non solo di comunicare attraverso canali comunicativi altri, ma anche di eliminare le nostre finzioni, poichè il preverbale le percepisce molto più nitidamente che il verbalizzato.
ogni timido ha le sue strategie di sopravvivenza nel sociale...è molto rigenerante doverle smembrarle davanti a chi la tiidezza e l'ncapacità sociale non le conosce e dunque non ti può giudicare...
siamo portati, anche le persone dotate di pensieri di ampio respiro, a credere che l'adulto debba guidare il bambino, che il normodotato debba "rieducare" il diversamente abile, che noi dobbiamo aiutare a crescere, ma raramente mi sono fermata a riflettere su quanto loro possano innestare un cambiamento, un'evoluzione, facendoci progredire, nella nostra affettività, nellla nostra socialità e nella nostra comunicazione, attraverso una regressione disinibita.

pensieri che mi frullano in testa a causa di una conversazione inebriata con la mia sorellina mentre passavano karma camelion...
pensieri che frullano talmente tanto al punto che, ancora inebriata, rifletto sull'opportunità di modificare la mia tesi per trattare il lavoro che l'educatore fa, non sull'utente, ma su se stesso, spesso inconsabevolmente, e su come questo lavoro lo modifichi come individuo e non solo come professionista...

scritto da: sophie82 alle ore 05:42 | link | commenti (1)
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giovedì, giugno 11, 2009

le parole mie non  le trovo più a quanto pare...

"...
It's so easy to laugh
It's so easy to hate
It takes strength to be gentle and kind
...
It's so easy to laugh
It's so easy to hate
It takes guts to be gentle and kind
---"
i know it's over, the smiths


per rammentarmi di tentare di non provare odio per coloro che non mi hanno fatto dormire la prima notte in una mese che potevo dormire.

scritto da: sophie82 alle ore 08:58 | link | commenti
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domenica, aprile 06, 2008

semplici e forse banali pensieri di un pomeriggio domenicale

stamattina mi è stata preparata LA colazione, caffè, latte, cornetti freschi, colomba pasquale, special k con fiocchi ricoperti di cioccolata, biscotti e uova strapazzate.

nessuno mai mi aveva preparato LA colazione! (dopo avermi lasciato dormire mentre andava a comprare le necessair e i giornali!)

più domenica di così!

 

 

"...ogni coppia, in fondo, ha le sue tradizioni, che danno sapore perfino alle giornate più scialbe..."

georges simenon - "maigret e il cliente del sabato"


scritto da: sophie82 alle ore 18:17 | link | commenti (3)
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disconnessi e piagnucolosi pensieri della prima serata di venerdì

 

stasera dopo anni ho ripreso in mano dei libri di poesie.

perchè stasera? perchè dopo aver pianto?...perchè ho pianto?

possibile che è questo cielo grigio e compatto che ha prepotentemente sostituito il celeste luminoso?

possibile che...non ci sia niente da piangere?

fatto sta che sono di mal umore da quando mi sono svegliata; sul mio viso ha brevemente capeggiato un sorriso quando ho ricevuto un pacco dall’irlanda con dentro una lettera ed un cd da parte di una "vecchia fiamma".

è bello ricevere qualcosa via posta! di questi tempi è così raro!

è bello non recidere il passato.

è bello ricordarsi perchè in passato si è deciso di voler bene proprio a quella persona.

eppure un po’ dopo stavo nuovamente piangendo...erano anni che non piangevo senza motivo, per malinconia...erano anni che non prendevo in mano i dei libri di poesie...

ho riletto alcune delle mie poesie preferite di emily dickinson...

di pianeti e di fiori

facciamo conoscenza,

ma quando si tratta di noi

c’è l’etichetta

l’imbarazzo

il terrore

 

ci parlavamo l’uno dell’altra, l’uno all’altra

senza che nessuno dei due parlasse -

ascoltavamo la gara dei secondi

e la corsa impazzita dell’orologio -

...

 

se avessimo ali

per sfuggire il ricordo

molti volerebbero

abituati a cose più lente

gli uccelli sgomenti

scruterebbero l’interminabile schiera

di uomini in fuga

dalla mente dell’uomo

 

...ora ricordo quando ho ricevuto questo libro(!)...tempismo perfetto...

poi sono passata al mio amato neruda, ma non ho mai superato la dedica...

nessuno più mi ha mai scritto una dedica così...

...è strano vivere nella stessa città e svanire l’uno dalla vita dell’altro.


scritto da: sophie82 alle ore 18:16 | link | commenti
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venerdì, ottobre 26, 2007

ma come facevo a vivere una vita senza fare niente?

mi deprime oltremodo e a fine giornata mi sento anche un po' in colpa...


scritto da: sophie82 alle ore 16:51 | link | commenti
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martedì, ottobre 23, 2007

Used to be a sweet boy
Holding so tightly
To Daddy's hand
But that was all
In some distant land
Blazer and tie
And a big bright healthy smile
Used to make all
Of our trials worthwhile

Used to be a sweet boy
And I'm not to blame
But something went wrong
Something went wrong
And I know
I'm not to blame
Something went wrong
Can't be to blame
Ah ...


scritto da: sophie82 alle ore 15:02 | link | commenti (2)
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lunedì, ottobre 22, 2007

non è uguale uguale al mio template storico, ma per lo meno è verde!

scritto da: sophie82 alle ore 18:57 | link | commenti
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loop of the day

 

the sanest days are mad

why don't you foind out for yourself

then you'll see the price

very closely

some men here

they ahve a special interest

in your career

they wanna help you to grow

and then syphon all your dough

why don't you find out for yourself

then you'll see the glass

hidden in the grass

you'll never belive me, so

why don't you find out for yourself

sick down to my heart

that's just the way it goes

some men here

they know the full extent of

your distress

they kneel and pray

and they say:

"long may it last!"

why don't you find out for yourself

then you'll see the glass

hidden in the grass

bad scenes come and go

for which you must allow

sick down to my heart

that's just the way it goes

Don't rake up my mistakes

I know exactly what they are

and...what do YOU do?

well...you just SIT THERE

I've been stabbed in the back

so many many times

I don't have any skin

but that's just the way it goes


scritto da: sophie82 alle ore 18:46 | link | commenti
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fa freddo, ho la caldaia rotta, sono disoccupata, sono vestita in una maniera impraponibile e ho mangiato una quantità tale di cioccolata che ho mal di pancia...ma non riesco a smettere!


scritto da: sophie82 alle ore 18:38 | link | commenti (5)
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domenica, ottobre 21, 2007

sogno meno di prima, o comunque ricordo meno di prima, ma quando sogno lo faccio con stile!

un paio di settimane fa ho sognato ciò:

ero a venezia, in vacanza con giulia ed irene. in questa venezia onirica il canal grande era in discesa ed aveva un sacco di incroci a raso con semaforo.

lasciando giulia ed irene da qualche parte io vago per un po' e poi rubo un piccolo motoscafo e parto per andarle a riprendere tutta fomentata all'idea di avere un mezzo "nostro" con cui girare.

quando però mi trovo a velocità sostenuta, in discesa ed in prossimità di un semaforo rosso, mi rendo conto che non so guidare il motoscafo, mi interrogo impanicata su come fermarlo e non riuscendo a capire come si fa brucio il semaforo, come brucio tutti quelli a venire, fino a fermarmi per inerzia proprio dove mi stavano aspettando irene e giulia.

le carico e loro mi interrogano sulla provenienza del motoscafo, io svagheggio e dico di goderselo non di farmi il terzo grado e loro accettano l emie direttive.

vaghiamo finchè non si fa buio e giulia ed irene mi cominciano a dire che magari è il caso di fermarsi per la notte, io accetto e parcheggio in una piazza. il motoscafo nel frattempo si è trasformato in una porche nera!

sulla piazza c'è un palazzo molto alto . io so che dentro questo palazzo c'è un appartamento vuoto perchè la famiglia che ci abita è andata in vacanza. convinco giulia ed irene ad andarci a dormire dicendo che la casa è di una mia amica, che è tranquilla, ecc. ecc.

non so bene come riusciamo ad entrare nell'appartamento tant'è che ci ritroviamo in una stanza da letto (uguale a quella dove io ed emiliano abbiamo dormito a catania nell'appartamento del cugino di emiliano)e ci mettiamo adormire tutte e tre nel lettone.

io mi sveglio nel cuore della notte perchè sento delle voci nell'appartamento. non capisco cosa dicono, ma so che sono i proprietari, che la casa non è vuota...panico. sveglio il più silenziosamente possibile giulia e irene e gli dico di preparasi in fretta che dobbiamo andarcene. loro mi fanno un sacco di domande e si muovono molto lentamente, tutto ciò mi urta e mi impanica ancora di più.

finalmente sono pronte, usciamo dalla stanza in fila indiana, io sono la capofila e quando esco nel corridoio la casa è tutta buia, ma sento ancora le voci e vedo la luce filtrare dalla porta della cucina che è socchiusa. anche le voci vengono da lì. la porta si apre un'ltro po' e vedo tutta una famiglia di sconosciuti che fa colazione. la madre della famiglia mi vede e dice il mio nome. io non so chi sia lei. lei ripete il mio nome 2 o 3 volte sempre più allarmata. io decido che l'unico modo possibile di comportarsi è fare finta di non vederla nè sentirla, fare finta di non essere lì, al punto di farle credere che sta avendo un'allucinazione. sono terrorizzata eppure mi devo concentrare, come sono entrata in questo appartamento?! non me lo risco a ricordare in nessun modo! ho sempre più paura! ci sono un sacco di porte tutte uguali, nessuna mi dice niente, ogni porta che apro mi porta in una stanza con altre porte. so che la famiglia ci sta seguendo, sono frenetica. finalmente siamo per le scale. grido a giulia ed ilaria di andare avanti, di correre alla macchina, di mettere in moto...se la famiglia ci raggiunge non voglio che se la prendano con loro. loro corrono, io corro, arriviamo alla macchin, partiamo, e mentre partiamo guardo indientro e vedo la famiglia uscire dal portone e correrci dietro, ma la nostra macchina è troppo veloce!

guidiamo a lungo in silenzio, poi ci fermiamo in un orribile paesino ed andiamo a visitare la fiera.

il sogno finisce che siamo ferme ad un banchetto provandoci tutte e tre lo stesso orribile cappello: una bombetta di feltro arancione, con una fascia verde pisello sempre di feltro ed un'enorme fiore marronesempre di feltro.


scritto da: sophie82 alle ore 20:23 | link | commenti
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